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Impossibile rinchiudere tutto in una frase

Rizzoli Denis

職業
11月5日

Rito alchemico

Il blog è stato rinchiuso nel forno alchemico dell'ispirazione. Sta mutando. Alcuni elementi fondono ed altri sublimano. La versione non è ancora definitiva.
5月13日

25° tappa : Riflessione sull'arte(e sull'uomo)

Penso che l’arte non debba chiudersi in se stessa. Un artista chiuso nel suo narcisismo creativo, la cui unica passione è quella di compiacere se stesso con le proprie creazioni, non serve a nulla. L’arte, come la scienza, devono essere mosse verso un traguardo comune, verso la costruzione di collettività forti, ma aperte al confronto. L’arte non è l’esercizio di un singolo, che viene ispirato dalla lira di Apollo. Un artista nell’atto di creare, fa rivivere in sé tutta la coscienza storica dell’uomo, tutta la creazione artistica prima di lui. Quando una giovane pittrice si prepara a dare forma ad una emozione, ad una vampa ispiratrice, ha dentro di sé Leonardo e Beethoven, Calvino e Gramsci. Così come la sua arte è nata da artisti prima di lei, così deve far nascere artisti dopo di lei. Basta a quell’arte chiusa in sé, narcisista, che serve a soddisfare soltanto il proprio creatore. Basta agli artisti che vivono isolati in una stanza, racchiusi nei loro egoismi, a cercare quella forma d’arte totalmente soggettiva e incomprensibile agli altri. Basta pensare che le opere apprezzate da pochi, siano le migliori. Penso che un artista debba volgere la sua arte alla collettività, alla creazione di idee, di valori pur preservando la propria soggettività, ma volgendola al prossimo, così che diventi un mezzo per raggiungere uno scopo comune, un mondo migliore. Nessuna facoltà dell’uomo migliora la qualità della vita come l’arte. Eppure quanti artisti si appellano al diritto d’autore perché le loro idee, le loro creazioni siano dirette solo ad un determinato pubblico (quello che può permettersi di pagare 25 euro un cd). Questa non è arte, questo è marketing. Quanti artisti si chiudono nella loro stanza a fare arte, nel più totale isolamento, credendo che la solitudine sia libertà, e non vogliono sottoporre la loro opera ad alcun tipo di critica da parte di qualcun altro. Questa è arte inutile. Basta l’ipocrisia dell’arte come scopo, come fine. L’arte è un mezzo. Può servire ideali nobili o vili, può veicolare solidarietà o individualità. Ultimamente vedo nell’arte e più precisamente negli artisti, un esercizio creativo volto solamente alla soddisfazione del proprio narcisismo. L’arte può essere qualcosa di utile, non un puro esercizio di tecnica. Una passione che nasce dagli altri, dalla prima biro, pennello o strumento che ci hanno regalato i nostri genitori, dai grandi del passato che ci hanno donato perle di infinita saggezza, dal mondo intorno a noi sempre più squallido e ingiusto, che ci fa venire voglia di creare qualcosa di bello e di splendido. L’arte può farsi portatrice di nuove idee, che ricostruiscano una solidarietà che sembra sempre più perduta. L’arte deve essere utile alla gente. Non sono forse artisti coloro che usano l’arte-terapia nei centri di igiene mentale? Oppure quei signori anziani che preparano un discorso su un piccolo foglio, da leggere nella loro sezione di partito? Penso che questi siano i veri artisti, quella che restituisce al mondo, alla gente, ciò che il mondo e la gente ci hanno dato: l’arte.

2月26日

24° tappa: il volto del Giullare

Tipico del giullare non sono le sue scarpe con le punte arrotolate o la sua calzamaglia macchiata da tutti i colori possibili. La sua originalità sta dopo il mento allungato e prima del copricapo con i sonagli. E’ la faccia. Un sorriso raggiante, talmente grande da farsi accogliere dal volto altrui. Un naso grande, inarcato, sporgente, quasi volesse tracciare un confine tra la bocca, gli occhi e i loro diversi umori. Uno sguardo immobile, inquisitore di pregiudizi, di cui disfarsi per poter giovare della sua satira ed evitare che sia la sua satira a giovarsi di te.

2月1日

A Coco

Questa è la notte dei sorrisi infranti,
strozzati affogati da lacrime e pianti.
Notte passata a succhiare il rimorso,
per sentir sulla bocca un magro discorso.
Discorso d'inverno, di occasioni spezzate,
dal viso rigato da goccie gelate.
 
In questo momento penso al passato,
quando dal palco al volo mi hai afferrato.
E nel pogo di spalle, sempre coperte,
nelle nostre sudate e amate trasferte.
Cicchetti di risate abbiam spesso ardito,
e silenzi esilaranti imposti col dito.
 
Forse avrei potuto, forse avremmo dovuto,
forse continuar a vederti, non restar muto.
Rimpiango la rimpatriata che mai c'è stata,
ora vorrei ogni ora scandir colla tua risata.
Perchè sempre i migliori devono andare,
perchè così di fretta ti ho dovuto salutare.
 
Ma questa è la notte dei sorrisi infranti,
a guardar foto, prima belle, ora strazianti.
Notte passata a drogarsi col rimorso,
le pupille gonfie e sul palato un discorso.
Discorso forzato per starti un po' accanto,
ovunque tu sia...pensami ogni tanto.
 
12月17日

24° tappa: Non abbiatene a male, Uomini

 
Uomo e Donna, due metà di un antico rito focoso.
 
Le donne, primavere con gambe custodiscono la vita, stretta nel ventre.
La portano con sè e la scaldano finchè non esplode inebriante, urlante, pronta a cosegnare una carezza nuova al mondo.
Le donne costruiscono il mondo.
 
Gli uomini, autunni senza nostalgia di fioritura.
Mossi da ira, che non vede, e da grida, che non sentono.
Le epoche passano e il membro di cui sono portatori si fa prima affilato, spada, poi eslosivo, missili.
Ciò che da la vita, ora arreca morte. La prima timidamente, la seconda senza controllo.
Gli uomini distruggono il mondo.
 
Capita tuttavia a volte che certi uomini il mondo lo costruiscono.
Lo intagliano nel legno o lo scolpiscono nel marmo. Lo tracciano sulla carta o lo dipingono su una tela.
Forse sono solo effemminati, perchè con le donne condividono la creazione, e di certo non sono esenti dall'ira che il loro genere si porta appresso.
Tuttavia conservano nel cuore un principio, più una vibrazione fecondatrice che un pensiero dell'intelletto.
Per quanto possano distruggere, si può anche creare. 
Questi uomini si chiamo artisti (e di certo le donne lo sono per natura).
10月17日

Dopo il film di Oliver Stone

Un inferno a coloro che ci hanno provato

Una lacrima battente a coloro che li hanno amati.

Tra rovi di travi e nebbie di polveri,

hanno combattuto, prima per la vita degli altri,

poi per la loro, appesa a un filo o schiacciata da macerie.

Solo pochi ce l’hanno fatta e han rivisto il sole.

Tutti gli altri no.

L’11 settembre viene ricordato come il giorno del diavolo.

Preferisco ricordarlo come il giorno degli eroi,

che al pari di Ettore, hanno dato la vita,

per salvare la loro gente, rinchiusa in torri fragili e devastate.

Tante vite date, così poche indietro. Una bilancia rotta.

9月26日

23° tappa: Non al denaro, non all'amore nè al cielo(Un prete)

“Un tempo cercavo il pane, per sgonfiare la fame,

e Dio mi accolse al suo banchetto, di ostie e vino.

Ma la visione svanì ed ora lo cerco nel fogliame,

nei boschi e sui prati, lo sguardo santo del Divino.

 

Cerco nell’erba le sue ciglia, nella rugiada le sue lacrime

mentre infilo ostie nelle bocche avide dei peccatori,

che coniughi col suo verbo le mie preghiere anonime

e respiri il mio animo, il più umile dei suoi predicatori.”

 
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